Untitled

COMMENTO DEL TEOLOGO





Il comunicato ci descrive la Madonna vestita con l’abito bianco, da festa. La veste poteva essere anche dorata ma il bianco si addice di più a questo giorno natalizio, infatti diventa anche espressione del suo parto virginale e della purezza di Maria, mai sfiorata dal peccato. La Theotókos (la Madre di Dio), così definita dal Concilio di Efeso (431) in quanto ha partorito Gesù, nel quale la natura umana e divina sono inseparabili, ci porta suo figlio fino a noi per invitarci a seguirla, e per seguire Gesù.

Il messaggio inizia come al solito chiamandoci “figlioli”. Nel momento stesso in cui Lei appare col figlio, che ha partorito in braccio, chiamandoci figlioli sottolinea la nostra adozione a figli e di conseguenza la nostra fratellanza col suo primogenito. Siccome i fratelli partecipano della stessa eredità, noi tutti abbiamo diritto al Paradiso e alla vita eterna. Se questa eredità ci spetta, però, possiamo anche rifiutarla, e di fatto lo facciamo se non indossiamo anche noi la veste bianca, col candore della purezza. Noi non siamo puri come la Madonna, ma Lei ci vuole aiutare ad ottenere comunque le condizioni per indossare tale veste: la confessione.

La confessione di per sé è un sacramento, che deve essere amministrato da un prete. Tale sacramento può anche essere chiamato “riconciliazione” o “penitenza” a seconda dell’aspetto che maggiormente si vuole sottolineare. Ricordiamo qui le fasi in cui si articola la Confessione: esame di coscienza, pentimento, confessione, penitenza e riconciliazione. La Chiesa raccomanda di confessarsi almeno una volta l’anno per Pasqua, ma invita alla confessione frequente, di solito con appuntamento mensile, se non si fanno peccati così gravi da richiedere l’immediata confessione e assoluzione.

Come al solito il linguaggio della Madonna è sintetico. Con una lettura superficiale verrebbe da sorridere sulle sue parole: come può un prete ascoltare le confessioni dei propri parrocchiani giornalmente? Considerate le dimensioni attuali delle Parrocchie dovrebbe ascoltare anche 5000 persone in un giorno per tutti i giorni della sua vita! Se questo fosse ciò a cui c’invita la Madonna non potremmo che rispondere con l’aria sgomenta degli apostoli di fronte alle difficoltà dell’ingresso in Paradiso (Mt 19,23) e magari riceveremmo la relativa risposta di Gesù: “Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile” (Mt 19,26). Se invece approfondiamo e meditiamo in preghiera chiedendo l’illuminazione dello Spirito Santo la frase si spiega facilmente, secondo la prassi a cui c’invita la chiesa.

Ogni sera prima di addormentarci la Chiesa invita alla preghiera della “Liturgia delle Ore” che prende il nome di Compieta. All’inizio di questa, dopo le formule iniziali, invita “a sostare alquanto in silenzio per l’esame di coscienza, che, nella celebrazione comunitaria, può essere introdotto e seguito da uno dei formulari dell’atto penitenziale della Messa debitamente adattato”. Il momento prima del riposo notturno è senza dubbio il più indicato per un buon esame di coscienza del trascorso della giornata, così da poter suscitare il giusto pentimento per le mancanze avvenute. In tal modo avremmo soddisfatto ad una parte importante dei requisiti di una buona confessione, perché col giusto pentimento già di per sé si cancella ogni peccato, purché vi sia la ferma intenzione di recarsi da un prete per completare la confessione e ricevere l’assoluzione.
L’assoluzione dai peccati come si è detto spetta al prete durante l’amministrazione del sacramento della Riconciliazione, ma non dimentichiamo che per i peccati leggeri, veniali, quelli che di per sé non ci allontanano da Dio, esiste anche la formula assolutoria che il prete pronuncia all’inizio di ogni celebrazione Eucaristica dopo l’esame di coscienza e la richiesta di perdono a Dio. Importante, quindi per una buona vita cristiana la partecipazione quotidiana alla celebrazione Eucaristica, “culmine e fonte della vita e della missione della Chiesa” (Sinodo dei Vescovi – XI assemblea generale ordinaria; CCC 1324). Di fatto l’invito della Madonna a mantenere puliti i nostri cuori si può tradurre in quotidiani esami di coscienza con relativo e profondo pentimento per i peccati commessi e partecipazione alla messa giornalmente per ricevere l’assoluzione dai peccati più lievi e ricorrere al sacramento della Riconciliazione nel caso di peccati più importanti. Aggiungo che è bene prendere l’abitudine di essere seguiti da un Padre Spirituale che vigili sul cammino intrapreso e provveda almeno mensilmente ad assolvere i peccati commessi.

Se ci impegniamo a seguire il consiglio della Madonna di tenere puro il cuore diventa più vicino l'obbiettivo di amarci come ci ama lei. Un cuore puro è libero dalle gelosie, anzi, si apre all'accoglienza dei fratelli e non fa più distinzione di lingua, popolo e nazione, e così si apre all'amore universale.

Il mezzo per prepararci alla pulizia del cuore è la preghiera che ci apre al contatto con l'Altissimo, che getta luce sulle zone d'ombra del nostro cuore e ci porta al vero esame di coscienza e al pentimento... Padre Pio a chi gli domandava come mai stesse piangendo per i propri peccati, lui che era già conosciuto come uno attento alla Legge di Dio, rispose che quando una stanza è al buio non si vede il sudicio che c'è, ma quando entra la luce si vedono anche i granelli di polvere.

Pennino Spuntato

torna al messaggio