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L'uomo di oggi vive una vita frenetica piena di impegni. La sua giornata inizia presto al mattino per raggiungere il posto di lavoro e termina quando torna a casa tardi la sera. L'uomo è spesse volte stanco, stressato e non ha voglia di occuparsi della famiglia. Quando si sofferma un po' a riflettere, o qualcuno sollecita questa riflessione, pensa che dà ben poco alle persone che ha vicine, quali eventuali partner e figli e si sente egoista. La sensazione di impotenza ad amare e di aridità del cuore, è grande. Per questo ritiene di essere incapace di amare, arido di amore. La Madonna già dicendoci “voi pensate” si pone in alternativa al nostro pensiero, sviluppa un'altra analisi: i cuori non sono aridi in potenza, ma sono in grado di sviluppare profondi sentimenti. E' logico che sia così: siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio e Lui, che è “Amore totale”, ci ha creati assolutamente capaci di amare. Anzi, possiamo dire, che non ci realizziamo se non amiamo. L'uomo per essere tale ha bisogno di sperimentare l'amore in ogni sua forma. E' ricevendo amore dai genitori e ricambiandolo che il bambino cresce e matura. E' poi con lo scambio dialettico di amore col partner che diventa veramente adulto e capace di far nascere e allevare nuove creature. L'aridità che quindi l'uomo vive nel mondo di oggi è anche la sua mancata realizzazione, qualcosa che lo fa sentire inadeguato, lo fa soffrire, genera depressioni.
La Madonna con poche parole, secondo il suo stile, dà la ricetta: “Aprite i vostri cuori al Signore”. Una ricetta semplice quanto logica: se l'auto ha bisogno di carburante andiamo al distributore di carburante, se abbiamo bisogno di cibo andiamo al distributore di alimenti, il supermercato o il negozietto, ma se abbiamo bisogno di amore non possiamo che rivolgerci alla Fonte stessa dell'Amore, al Signore, che mai ce lo negherà. Allora il nostro cuore sarà pieno di amore e sarà capace di trasmetterlo non soltanto a chi ci è vicino, ma a tutti gli altri che incontreremo.
Nel messaggio l'aridità del cuore è la parte più importante del messaggio stesso.
L'altra parte, quella in cui si parla della “fine del mondo”, è più un invito a non lasciarci distrarre dal cammino che il Cielo ci propone. La Madonna ribadisce quello che è scritto: Qual è il giorno? Nessuno lo sa! (vedi Mt 24, 36). Si sente spesso parlare del 2012 (il 21 dicembre) come tempo dell'avverarsi di antiche profezie Maya, ma né la comunità geofisica ed astronomica né la maggioranza degli studiosi della civiltà Maya sostengono queste teorie. Tante volte dall'inizio del '900 ad oggi si è sentito parlare di date certe per la fine del mondo e poi niente è successo. D'altronde non c'è da stupirsi: lo stesso San Paolo all'inizio della sua predicazione e le prime comunità cristiane credevano imminente la fine di questo mondo. L'importante è non lasciarsi sviare e continuare tranquillamente il proprio percorso. San Paolo, ravvistosi dall'errore iniziale, diceva a chi oziava aspettando la fine del mondo: “chi non vuol lavorare neppure mangi”! (2Tes 3,10)
Il messaggio termina definendo la preghiera “fortezza”. Questa definizione ci fa pensare alle fortezze, ai castelli, alle opere di difesa: chi prega è protetto da un forte baluardo contro gli attacchi del nemico. Viene a mente la storia di Israele: quando il popolo si allontanava da Dio non era più protetto e quindi era esposto ai pericoli, alle guerre, alle deportazioni, alle carestie. Quando gridava a Dio e tornava a Lui con tutto il cuore ecco che la protezione di Lui si faceva sentire e, se era deportato, veniva ricondotto in patria.
La preghiera è dunque quell'attività, quell'esercizio che ci aiuta a fortificare il nostro animo e ad esser più pronti ad affrontare ogni situazione.
Pennino Spuntato
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